Guida
Come calcolare le emissioni Scope 2 di una PMI, passo dopo passo
Marco Paparelli – Studio Paparelli Pubblicato il Aggiornato il
Le emissioni Scope 2 sono quelle legate all'energia elettrica (e al calore o vapore) che l'impresa acquista e consuma. Non le produce direttamente, ma le causa con i propri consumi. Sono richieste sia dal VSME sia dal documento MEF per il dialogo con le banche.
Per la maggior parte delle PMI di servizi lo Scope 2 è la voce principale della propria impronta climatica. Ecco come calcolarlo.
Scope 1, 2 e 3: la differenza in breve
| Scope | Cosa comprende | Esempi in una PMI |
|---|---|---|
| Scope 1 | Emissioni dirette da fonti dell'impresa | Caldaia a gas, gasolio dei mezzi aziendali |
| Scope 2 | Emissioni indirette dall'energia acquistata | Elettricità di uffici e capannoni, teleriscaldamento |
| Scope 3 | Altre emissioni indirette lungo la catena del valore | Acquisti, trasporti dei fornitori, trasferte dei dipendenti |
Quali consumi includere
- Energia elettrica prelevata dalla rete per tutte le sedi incluse nel perimetro.
- Calore, vapore o raffrescamento acquistati da terzi (es. teleriscaldamento).
- Non l'energia autoprodotta e autoconsumata da un impianto fotovoltaico: quella non genera Scope 2.
Il dato si prende dalle bollette dell'anno di riferimento, sommando i kWh di tutti i POD (i punti di prelievo). Se una sede è in affitto con utenze condominiali, si usa la quota attribuita all'impresa.
Location-based e market-based
Il GHG Protocol, lo standard internazionale di riferimento, prevede due metodi:
- Location-based: usa il fattore di emissione medio della rete elettrica nazionale. Dice quanto emette l'energia consumata in base al mix del Paese. È il metodo di base per le PMI.
- Market-based: tiene conto dei contratti di fornitura. Se l'impresa compra energia rinnovabile certificata con garanzie d'origine, quella quota può avere emissioni pari a zero; il resto si calcola con il fattore del residual mix.
Se non hai contratti di energia verde certificata, i due risultati sono simili. Se li hai, conviene indicarli entrambi: è lì che si vede il beneficio della scelta.
La formula
Emissioni Scope 2 (tCO2e) = consumo (kWh) × fattore di emissione (kgCO2e/kWh) ÷ 1000
I fattori di emissione per l'Italia sono pubblicati da ISPRA, aggiornati ogni anno. Usa sempre il fattore dell'anno più vicino a quello dei consumi e annota la fonte.
Un esempio
Una PMI con due sedi consuma in un anno 48.500 kWh di energia elettrica dalla rete. Per l'esempio usiamo un fattore indicativo di 0,25 kgCO2e/kWh, da sostituire con il valore ISPRA dell'anno di riferimento.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Consumo annuo | 48.500 kWh |
| Fattore di emissione (indicativo) | 0,25 kgCO2e/kWh |
| Calcolo | 48.500 × 0,25 = 12.125 kgCO2e |
| Scope 2 location-based | 12,1 tCO2e |
Se la stessa impresa coprisse il 60% dei consumi con energia certificata da garanzie d'origine, nel metodo market-based conterebbero solo i restanti 19.400 kWh, moltiplicati per il fattore residual mix.
Errori frequenti
- Sommare kWh di anni diversi o dimenticare una sede.
- Usare un fattore di emissione vecchio o senza indicarne la fonte.
- Includere nello Scope 2 il gas della caldaia: quello è Scope 1.
- Contare come Scope 2 l'energia del proprio fotovoltaico autoconsumata.
- Dichiarare "energia verde" senza garanzie d'origine che lo certifichino.
Come aiuta ESG-PMI
Il Carbon Calculator di ESG-PMI parte dai consumi in bolletta e applica fattori di emissione ufficiali, versionati per anno. Per ogni risultato mostra consumo, fattore, fonte e formula, così il numero si può sempre spiegare a una banca o a un cliente.
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Domande frequenti
Cosa sono le emissioni Scope 2?
Sono le emissioni indirette legate all'energia elettrica, al calore o al vapore che l'impresa acquista da terzi e consuma.
Che differenza c'è tra location-based e market-based?
Il location-based usa il fattore medio della rete nazionale. Il market-based considera i contratti di fornitura, come l'energia rinnovabile certificata da garanzie d'origine.
Dove trovo i fattori di emissione per l'Italia?
ISPRA pubblica ogni anno i fattori di emissione del settore elettrico italiano. Va usato il fattore più vicino all'anno dei consumi, citandone la fonte.
Il fotovoltaico aziendale riduce lo Scope 2?
Sì. L'energia autoprodotta e autoconsumata non viene acquistata dalla rete, quindi non genera emissioni Scope 2.
Lo Scope 2 serve per il VSME e per la banca?
Sì. Le emissioni Scope 1 e 2 sono richieste sia nell'informativa B3 del modulo base VSME sia nel documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche.
Fonti
- Il dialogo di sostenibilità tra PMI e Banche — documento definitivo, dicembre 2024 (PDF)
- L'informativa richiesta dalle banche ai fini della valutazione ESG — EC News
- VSME: modulo base e modulo completo — Fiegenbaum Solutions
- ISPRA — Settore elettrico: emissioni di CO2 e fattori di emissione
